Con quale occhio fotografiamo?

Vi è mai capitato che delle vostre fotografie che vi soddisfano, che vi piacciono, di cui siete convinti della bellezza estetica vengano bocciate da chi ve le ha commissionate, o dalla persona ritratta?

Molto spesso la nostra stessa concezione di estetica ci può trarre in inganno.

Di recente ho scattato ritratti e fotografie per una coppia di maestri di tango argentino, e anch’io convinto della mia estetica ero molto soddisfatto delle mie immagini.

Confrontandomi con i maestri notai che quelle belle foto non bastavano, e non potevo di certo considerare quegli scatti la fine del mio lavoro: molto spesso la loro posizione non era corretta, le gambe non erano inclinate il giusto, il peso del corpo era troppo in avanti, ecc..   Una serie di errori che non consideravo perché non sono un ballerino e seguivo unicamente la mia estetica, per me gli scatti erano buoni. Mi accorsi che la presunzione di quell’estetica avrebbe portato solo delle foto buone, buone per la maggior parte del pubblico, ma se l’avessero viste chi viveva il mondo del tango argentino di certo avrebbe avuto molto da ridire.

Così cominciai a dialogare di più con i maestri, fermandomi più spesso a far vedere le foto appena scattate, posizionando uno specchio vicino per poterli mettere a loro agio e posizionando degli esempi vicino a me per poter fare più attenzione alle loro pose.

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Quello che vorrei comunicare in questo articolo è che mettere in discussione il proprio istinto spesso fa bene al nostro lavoro: mettere da parte la propria estetica, le proprie convinzioni e adottare un occhio nuovo, un occhio “inesperto” ed essere curiosi di ciò che stiamo fotografando ci garantirà il miglior risultato a noi possibile.

La curiosità ci fa esplorare, e arricchirà la nostra vita. Molti grandi fotografi lo son stati grandi proprio grazie alla curiosità che li spingeva.

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Gran Finale!

Ieri, Domenica 10 maggio 2015 si è finalmente concluso la prima edizione del corso di fotografia tenuta nella città di Messina!

Dopo aver studiato fotografia fra Reggio Calabria e Milano e aver vissuto la giuste esperienze lavorative in Italia e all’estero ho deciso di giocarmi le mie carte ed ecco che nasce l’idea di www.corsifotografiasicilia.com!  Siamo alla prima edizione, già ricca di successi!

Adoro la Sicilia e adoro i siciliani! E devo dire che il traguardo più importante di questo cammino è stato quello di trovare un gruppo di persone ricche di entusiasmo e passione!

Come conclusione abbiamo deciso insieme di svolgere una piccola mostra, pochi scatti esposti nello spazio dove abbiamo tenuto i corsi e devo dire che fra la scelta delle foto e l’allestimento c’è stato un gran divertimento da parte mia e dai ragazzi!

La serata è stata un gran successo con molta gente che è venuta a trovarci, e non solo amici e parenti, molti erano incuriositi e alcuni hanno addirittura rivalutato la fotografia! Inoltre si è parlato di progetti futuri e di nuove iniziative in città, il tutto concluso in gran gioia.

Devo dei ringraziamenti perché questi successi sono stati raggiunti soprattutto grazie alla Libreria Doralice che ha messo a disposizione i propri spazi; al mio amico e fotografo Antonio Salerno che ha contribuito a fornendoci alcune attrezzature al momento giusto, la grafica Chiara Orlando che ha decorato il corso con i suoi desin  e infine a tutti i ragazzi che hanno partecipato a questa esperienza donandomi più di quanto io possa aver donato a loro.

Alla mostra hanno partecipato: Carmela D’arrigo, Franco Barbera, Antonio Scanu, Anja Forlì, Eleonora Casella, Domenico Tripodo, Linda Di Blasi,

Esercizio e lettura

Pochi giorni fa, mi trovavo ad attendere una persona in una piazza di Messina, armato di fotocamera decisi di riprendere a scattare delle fotografie per me stesso, cosa che avevo stupidamente abbandonato, volevo delle fotografie  della piazza, senza grandi pretese, ma la cosa a cui tenevo era esercitarmi, riprendere a comporre con criterio e sopratutto calma, senza alcuna fretta che accelerasse i click.

Non ho badato a troppi tecnicismi, né durante lo scatto né poi. Impostato un valore iso elevato (6400) e un diaframma mediamente chiuso (f 5.6) così potei scattare tranquillamente, liberando la mia mente da qualsiasi preoccupazione,  così mi sono dedicato alla pura composizione. Infine ho usato un grandangolo (28mm) su pieno formato, un’ottica fissa che mi costringeva a muovermi per avvicinare il soggetto, un’operazione molto più consapevole che avvicinare l’immagine usando le sole dita sullo zoom.

E’ stato un esercizio di composizione e di ricerca. Seguono alcune immagini con una variante “lettura”  dove ho evidenziato le linee di forza delle mie foto.IMG_5092

di questa immagine traccio le linee di forza:

IMG_5092 letturaIMG_5135IMG_5135 letturaIMG_5153IMG_5153 letturaIMG_5154IMG_5154 lettura

Spesso ci facciamo prendere dalla fretta di scattare, ma è un guadagno di tempo illusorio.

Quando scatto fotografie in genere scatto poco, e questo mi offre innumerevoli vantaggi, fra cui avere un workflow più leggero e avere pochi scarti nella mia raccolta.

Suggerisco un esercizio simile a tutti, professionisti e non: scattiamo delle foto per noi stessi e, sopratutto, divertiamoci!